Diagnosi e valutazione delle patologie vitreoretiniche
Le patologie che interessano la retina e il corpo vitreo possono compromettere anche gravemente la capacità visiva e, in alcuni casi, richiedere un trattamento chirurgico.
Presso lo Studio Oculistico OCUVIS di Rimini, la valutazione delle patologie vitreoretiniche si avvale di moderne tecnologie diagnostiche, fondamentali per individuare le alterazioni anatomiche della retina e definire il percorso terapeutico più appropriato.

Che cos’è la vitrectomia?
La vitrectomia è una tecnica di microchirurgia oculare che permette di intervenire all’interno dell’occhio attraverso strumenti di dimensioni estremamente ridotte.
L’intervento consiste nella rimozione parziale o completa del corpo vitreo, la sostanza gelatinosa e trasparente che occupa la parte posteriore del bulbo oculare.
La sua rimozione consente al chirurgo di accedere direttamente alla retina, eliminare eventuali trazioni patologiche e trattare numerose condizioni che possono compromettere la vista.
Le moderne tecniche di vitrectomia mini-invasiva, generalmente eseguite con strumenti di calibro 23, 25 o 27 gauge, permettono di operare attraverso microincisioni, spesso senza necessità di suture.
L’evoluzione della strumentazione chirurgica, dei sistemi di visualizzazione e delle tecniche operatorie ha contribuito a migliorare la precisione degli interventi e a ridurre il trauma chirurgico.
Quali patologie possono essere trattate con la vitrectomia?
Membrana epiretinica (pucker maculare)
La membrana epiretinica è una sottile proliferazione di tessuto che si sviluppa sulla superficie della macula, la regione centrale della retina responsabile della visione distinta.
La sua contrazione può provocare deformazione delle immagini (metamorfopsie), difficoltà nella lettura e progressiva riduzione dell’acuità visiva.
Quando la sintomatologia e le alterazioni anatomiche lo giustificano, la vitrectomia permette di rimuovere la membrana, riducendo la trazione esercitata sulla retina e favorendo un possibile recupero della funzione visiva.
Foro maculare
Il foro maculare è un’interruzione del tessuto retinico nella regione centrale della macula, che può determinare una significativa riduzione della visione centrale.
Il trattamento chirurgico prevede generalmente la vitrectomia, la rimozione della membrana limitante interna e l’impiego di un tamponamento intraoculare con gas.
Le moderne tecniche chirurgiche consentono di ottenere elevate percentuali di chiusura anatomica del foro, soprattutto quando la diagnosi e il trattamento avvengono tempestivamente.
Distacco di retina
Il distacco di retina rappresenta una delle principali urgenze della chirurgia oculare.
Si verifica quando la retina neurosensoriale si separa dagli strati sottostanti, compromettendo il normale funzionamento delle cellule deputate alla visione.
La comparsa improvvisa di lampi luminosi, numerosi corpi mobili o di un’ombra scura nel campo visivo può rappresentare un segnale di allarme e richiede una valutazione oculistica urgente.
La chirurgia vitreoretinica consente di trattare numerose forme di distacco retinico mediante la rimozione delle trazioni vitreali, il trattamento delle rotture retiniche e, quando necessario, l’utilizzo di gas o olio di silicone come tamponanti intraoculari.
La scelta della tecnica chirurgica dipende dalle caratteristiche del distacco e dalle condizioni dell’occhio.
Emorragia vitreale
L’emorragia vitreale consiste nella presenza di sangue all’interno del corpo vitreo, con conseguente riduzione della trasparenza dei mezzi oculari.
Può verificarsi in seguito a retinopatia diabetica proliferante, rotture retiniche, traumi o altre patologie vascolari della retina.
Nei casi in cui il sangue non si riassorba spontaneamente o sia necessario trattare la patologia responsabile, la vitrectomia permette di rimuovere l’emorragia e intervenire sulle eventuali alterazioni retiniche associate.
Trazione vitreomaculare
La trazione vitreomaculare si verifica quando il corpo vitreo, durante il suo fisiologico processo di separazione dalla retina, rimane anormalmente aderente alla macula.
Questa condizione può determinare distorsione delle immagini, riduzione visiva e alterazioni della struttura maculare.
Nei casi selezionati, la vitrectomia permette di liberare la macula dalle trazioni patologiche, favorendo il recupero della sua normale conformazione anatomica.
Come si svolge l’intervento?
La vitrectomia viene generalmente eseguita in anestesia locale, talvolta associata a sedazione.
Attraverso piccole incisioni nella parete oculare vengono introdotti strumenti microchirurgici che consentono di rimuovere il vitreo e trattare la patologia retinica.
In base al tipo di intervento, può essere necessario introdurre all’interno dell’occhio una bolla di gas o olio di silicone per favorire la stabilizzazione della retina.
Quando viene utilizzato un gas intraoculare, il paziente deve rispettare specifiche indicazioni postoperatorie, comprese eventuali posizioni del capo, e non può viaggiare in aereo fino al completo riassorbimento del gas.
La durata dell’intervento e il decorso postoperatorio dipendono dalla complessità della patologia.
Il recupero visivo dopo la vitrectomia
Il recupero della vista dopo un intervento di chirurgia retinica è variabile e dipende da diversi fattori, tra cui la patologia di partenza, la durata delle alterazioni retiniche e l’eventuale presenza di danni preesistenti.
In alcune condizioni il miglioramento può essere progressivo e richiedere settimane o mesi.
È importante sottolineare che l’obiettivo della chirurgia non è sempre il completo recupero della vista, ma può essere quello di arrestare il peggioramento della malattia, preservare la funzione visiva residua o ripristinare la corretta anatomia della retina.
L’importanza della diagnosi: OCT e imaging retinico
Una diagnosi accurata rappresenta il primo passo per un corretto approccio alle patologie vitreoretiniche.
La Tomografia a Coerenza Ottica (OCT) permette di ottenere immagini ad alta risoluzione degli strati retinici, individuando alterazioni anche molto sottili della struttura maculare.
L’esame OCT, associato alla valutazione del fondo oculare e, quando indicato, ad altre metodiche di imaging retinico, consente di monitorare l’evoluzione della patologia e valutare l’eventuale indicazione chirurgica.
In presenza di un’improvvisa perdita della vista, lampi luminosi, numerosi nuovi corpi mobili o un’ombra nel campo visivo, è necessaria una valutazione oculistica urgente, senza attendere una normale visita programmata.
Valutazione a Rimini e interventi a Bologna
Presso lo Studio Oculistico OCUVIS di Rimini, ogni paziente viene valutato attraverso un percorso diagnostico personalizzato, finalizzato a individuare il potere e il tipo di cristallino artificiale.
Gli interventi di chirurgia oculistica vengono eseguiti presso lo Studio Oculistico d’Azeglio di Bologna, in una sala operatoria all’avanguardia inaugurata nel novembre 2018.
Indicazioni, esami e trattamenti vanno valutati individualmente dall’oculista.